«Il 70% guarda il telefono, non la strada»: Valentino Pezzi porta la distrazione alla guida su Rai 1!

Il motovlogger napoletano ha girato con Porta a Porta un servizio sull’uso del cellulare al volante. Il suo esperimento nel traffico di Napoli fotografa un’emergenza che il nuovo Codice della Strada punisce ora con sanzioni fino a 1.400 euro e la sospensione della patente già alla prima infrazione.

C’è un momento, nell’episodio 72 della serie “Cosa vuol dire guidare a Napoli”, in cui Valentino Pezzi smette di essere uno YouTuber e diventa un testimone. In sella alla sua Aprilia Tuareg 660, con al seguito il giornalista di Rai 1 Mauro Giliberti per un servizio destinato a Porta a Porta, il motovlogger napoletano attraversa il centro della sua città con un compito preciso: contare quante persone guidano guardando uno smartphone invece della strada. Il risultato del suo censimento improvvisato è impietoso: circa sette conducenti su dieci, secondo la stima fatta sul campo, hanno gli occhi sullo schermo. Automobilisti con lo sguardo puntato in basso, persone in videochiamata, autisti di mezzi pubblici e perfino motociclisti senza casco intenti a chattare nel traffico.

Il video, intitolato “Finisco in televisione per il nuovo Codice della Strada”, è insieme un dietro le quinte della collaborazione con la Rai e un documento crudo di ciò che accade ogni giorno sulle strade italiane. E in due occasioni la telecamera registra qualcosa di più di una statistica: Pezzi rischia concretamente l’incidente per colpa di automobilisti distratti che gli tagliano la strada. Non una sceneggiatura, ma la quotidianità di chiunque viaggi su due ruote in una grande città.

Un’emergenza che i numeri confermano

L’esperimento napoletano di Pezzi non è un’esagerazione da vlogger. Secondo il rapporto ACI-ISTAT, nel 2024 in Italia si sono verificati 173.364 incidenti stradali con lesioni a persone, con 3.030 morti e 233.853 feriti: una media di 475 incidenti e 8 vittime al giorno. E tra i comportamenti errati alla guida, la distrazione si conferma stabilmente al primo posto insieme al mancato rispetto della precedenza e alla velocità eccessiva: da soli, questi tre fattori spiegano il 37,8% delle cause accertate. Sulle strade extraurbane la guida distratta è addirittura la prima causa in assoluto di incidente.

Per chi va in moto il dato ha un peso specifico maggiore: i motociclisti rappresentano circa il 30% delle vittime della strada, pur costituendo una frazione ben più piccola del traffico. Quando un automobilista abbassa lo sguardo sul telefono per tre secondi a 50 km/h, percorre più di quaranta metri alla cieca. Per chi arriva sulla sua traiettoria con una moto, quei metri possono essere tutti quelli che contano.

Cosa prevede il nuovo Codice della Strada

È in questo contesto che si inserisce la stretta normativa raccontata nel servizio televisivo. Con la legge 177/2024, in vigore dal 14 dicembre 2024, l’articolo 173 del Codice della Strada è diventato molto più severo. Il divieto non riguarda solo il telefonare con il cellulare in mano: sono vietati durante la marcia smartphone, tablet, computer portatili e dispositivi analoghi ogni volta che il loro uso comporta, anche solo temporaneamente, l’allontanamento delle mani dal volante o dal manubrio. Messaggiare, scorrere i social, impostare il navigatore tenendo il telefono in mano: tutto rientra nella violazione. E attenzione a un dettaglio che in pochi conoscono: il divieto vale anche da fermi al semaforo o in coda, perché ai fini della norma la marcia non si considera interrotta durante le brevi soste della circolazione.

Le sanzioni sono state inasprite di conseguenza. Alla prima violazione la multa va da 250 a 1.000 euro, con la decurtazione di 5 punti e la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi. In caso di recidiva nel biennio si sale a una forbice tra 350 e 1.400 euro, con 10 punti in meno e sospensione da 1 a 3 mesi. A queste misure si aggiunge la cosiddetta “sospensione breve” introdotta dall’articolo 218-ter: chi ha meno di 20 punti sulla patente si vede ritirare il documento direttamente dagli agenti al momento dell’accertamento, per 7 giorni (con un punteggio tra 10 e 19) o 15 giorni (con meno di 10 punti), durata che raddoppia se dalla distrazione è derivato un incidente, anche autonomo. In pratica: basta un controllo, e la patente resta a casa già dalla prima volta.

La testimonianza: quattro incidenti subiti per colpa del telefono altrui

La parte più interessante del video, però, non è quella normativa. È quella personale. Pezzi, content creator cresciuto nel quartiere Pianura di Napoli e seguito da oltre 150.000 iscritti su YouTube, non nasconde il proprio passato: ammette apertamente di aver commesso molti errori e di aver guidato, in altri tempi, in modo pericoloso, anche per costruirsi una visibilità sul web. Ma proprio questa ammissione dà peso alla sua conversione. Negli ultimi anni, racconta, ha subito quattro incidenti causati da automobilisti distratti dal cellulare. Non incidenti provocati, ma subiti: la prospettiva di chi si trova dall’altra parte della disattenzione altrui.

È da questa esperienza che nasce la sua adesione a quella che lui stesso definisce una “crociata” per la sicurezza stradale, culminata nella collaborazione con la trasmissione di Rai 1. Un percorso di maturazione che ha anche un risvolto concreto: il progetto di un “parco giochi” in sicurezza, una scuola-arena a prezzi accessibili dove i ragazzi possano imparare guida sportiva, guida sicura e perfino le acrobazie in un ambiente protetto, invece di improvvisare impennate sulle strade pubbliche. L’idea, già avviata con la sua BKLF Academy, punta a togliere dalla strada esattamente quei comportamenti che un tempo lo stesso Pezzi metteva in scena.

Pochi secondi non valgono una vita

Il messaggio con cui si chiude il video è semplice e vale la pena ripeterlo: una distrazione di pochi secondi equivale a percorrere decine di metri al buio, e nessuna notifica, nessun messaggio, nessuna storia sui social vale il rischio di perdere la vita o di distruggere quella di qualcun altro. Le nuove sanzioni del Codice della Strada sono severe, e per chi guida ogni giorno possono sembrare punitive. Ma la vera domanda che il servizio girato a Napoli lascia sul tavolo è un’altra: se il 70% dei conducenti osservati in un pomeriggio qualsiasi guarda il telefono invece della strada, il problema non è la severità della legge. È il fatto che, evidentemente, serviva.

Chi va in moto lo sa da sempre: la distrazione altrui è il nostro pericolo numero uno. Che a ricordarlo in prima serata sia un motovlogger che quella distrazione l’ha pagata sulla propria pelle, quattro volte, è forse il modo più efficace per far arrivare il messaggio anche a chi, al semaforo, sta già sbloccando lo schermo.

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Fonti: video “Finisco in televisione per il nuovo Codice della Strada – Cosa vuol dire guidare a Napoli EP 72” di Valentino Pezzi; legge 177/2024 e art. 173 e 218-ter del Codice della Strada; rapporto ACI-ISTAT “Incidenti stradali in Italia – Anno 2024”.


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